COMMISSIONI. PELLEGRINO (AVS): CONVOCAZIONI SOVRAPPOSTE, BRUTTO SGARBO
(ACON) Trieste, 5 nov - "Siamo davanti a uno brutto sgarbo
istituzionale nei confronti di chi governa i lavori delle
Commissioni regionali". Così in una nota la consigliera regionale
Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, respingendo con
fermezza la sovrapposizione delle convocazioni delle Commissioni
consiliari IV e V.
"La Quinta - spiega Pellegrino - ha deliberatamente convocato
una seduta, ignorando il fatto che la Quarta fosse già
calendarizzata da tempo. Non si tratta di una semplice svista
burocratica o di un problema di coordinamento delle agende, ma di
un atto politicamente irrispettoso, che svilisce la centralità
del mandato consiliare e le prerogative di chi ne fa parte".
"Questo cortocircuito - incalza l'esponente di Avs - costringe i
consiglieri, in particolare quelli delle Opposizioni che seguono
più Commissioni, a una scelta impossibile o a un'inevitabile
svalutazione del proprio ruolo ispettivo e legislativo. È
l'ennesima dimostrazione di un'arroganza istituzionale da parte
della Maggioranza e delle presidenze di Commissione che
considerano gli spazi di dibattito come dinamiche interne da
gestire a colpi di forza, calpestano il rispetto reciproco e la
programmazione democratica dei lavori".
"Esigo che venga fatta immediata chiarezza - conclude l'esponente
di Centrosinistra - in conferenza di capigruppo e che si
ripristini l'ordine delle priorità istituzionali. La
sovrapposizione forzata non è tollerabile. Il Friuli Venezia
Giulia merita un Consiglio in cui le istituzioni rispettino se
stesse, prima ancora di pretendere rispetto dai cittadini. Le
Commissioni sono pubbliche e, di conseguenza, accessibili a
chiunque abbia interesse a seguirle. Tuttavia, dal punto di vista
tecnico ciò risulterà impossibile: la disponibilità di un unico
canale di streaming costringerà l'amministrazione a dare priorità
a una seduta piuttosto che a un'altra, tanto più che la
Commissione convocata con tanta emergenza riguardano temi
sostanziali inerenti l'assetto istituzionale della regione. Ciò
si traduce in una palese lesione del diritto di partecipazione,
ovvero di un principio cardine della democrazia ancora vigente
nel nostro Paese".
ACON/COM/rcm